Il “Presidio alla memoria” delle 308 vittime del sisma aquilano
Scritto il 08. mar, 2010 da Amministratore in Cronaca, Primo Piano
Fiaccole per illuminare la verità, per onorare la memoria di chi ha perso la vita ingiustamente. Nelle mani delle famiglie Iavagnilio e Tagliente il grido di giustizia per i propri figli si è sparso per le strade dell’intera città de L’ Aquila. A undici mesi dalla terribile notte del 6 aprile scorso, le due famiglie di Isernia insieme a tante altre accomunate dallo stesso dolore, hanno sfilato per le strade del capoluogo abruzzese nel giorno del «Presidio alla memoria». Una fiaccolata per non dimenticare le 308 vittime del sisma, per non dimenticare Michele Iavagnilio e Vittorio Tagliente e, soprattutto per chiedere giustizia per il tragico destino che li ha portati via a soli venticinque anni in quella palazzina di via S. Andrea, sgretolatasi completamente su se stessa. Una manifestazione dall’ampio respiro, che partendo da L’Aquila, ha voluto far luce sulle tragedie che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni. Eventi dolorosi che non hanno risparmiato la nostra regione. Accanto all’associazione nata a tutela dei familiari degli studenti universitari vittime del terremoto infatti, sabato pomeriggio altri molisani hanno stretto le fiaccole tra le mani, quelli della «Assovittime della scuola Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia», testimoni di una delle pagine più tristi della storia della nostra regione e dell’intero paese, per la morte dei ventisette piccoli angeli e dell’insegnante durante il crollo dell’edificio. E così al dolore e alla voglia di giustizia di Molise e Abruzzo si sono uniti quelli di Piemonte, Toscana e Sicilia. Da Fontana Luminosa infatti a dare il via al corteo, anche l’«Associazione Legami d’acciaio» di Torino, portavoce della tragedia della «ThyssenKrupp» che costò la vita a sette operai, l’«Associazione familiari delle 32 vittime della tragedia ferroviaria di Viareggio» e quella delle 37 vittime dell’alluvione di Messina. Per le vie del centro storico, «Piazza Duomo», via «XX Settembre», la «Casa dello Studente» fino ad arrivare a «Colle Maggio», la luce delle fiaccole ha allegoricamente rappresentato il desiderio di giustizia dell’Italia intera. Proprio a «Colle Maggio», punto d’arrivo del corteo, sono state ricordate le 308 vittime del sisma ed i rappresentanti di ogni singola strage hanno avuto l’opportunità di raccontare il proprio triste vissuto. In chiusura il collegamento video con Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo. Ad appoggiare il movimento infatti anche l’«Associazione AntimafiaDuemila», insieme a tante altre provenienti dall’intera penisola. Tutti uniti per acclamare il diritto di giustizia per le famiglie ed i cari delle vittime delle tragedie, venute a mancare per negligenza altrui. Un bisogno legato alla certezza della pena per i responsabili dei disastri, ancora più sentito nell’ultimo periodo, in seguito all’inchiesta del Gip di Firenze sullo scandalo degli appalti del G8 alla Maddalena. Giustizia e verità su quanto accaduto perchè, come era chiaramente impresso sugli striscioni nelle mani dei manifestanti a L’Aquila, «Il terremoto non uccide, l’uomo sì».








