Cinque milioni di chilometri in meno per il trasporto su gomma
Scritto il 11. mar, 2010 da Amministratore in Economia, Politica
La rete dei servizi minimi per il trasporto pubblico su gomma è alle battute finali. Sarà presentata a giorni in Giunta e la sua nuova formulazione costituirà una svolta storica nella gestione della mobilità su bus e treni soprattutto dal punto di vista finanziario. Il provvedimento che ovviamente ridisignerà il trasporto essenziale tra Comuni prevede una radicale razionalizzazione della rete dei servizi che secondo il nuovo Piano dovrà dimagrire di circa 5 milioni di chilometri annui con un taglio economico sulla spesa totale di oltre il 30 per cento rispetto agli anni scorsi. «Inevitabile che si andasse incontro a un atteggiamento del genere – osserva l’assessore regionale ai trasporti Gino Velardi – visto che la spesa storica dei trasporti assorbe risorse enormi che vanno pertanto impiegate su servizi essenziali e quindi rivisti nei loro obiettivi e finalità sociali e programmatiche. La rete dei servizi minimi va approvata al più presto perchè da qui dovremo costruire il bando per il gestore unico del servizio, concorso che dovrà entro l’anno essere portato a termine e quindi rimodellare il sistema dei trasporti in Molise. Mi auguro, come è già avvenuto in origine, che le amministrazioni, i sindacati e le categorie dei lavoratori comprendano questo nuovo corso che è obbligatorio per tutti perchè pagando di più non potremmo fare altro che operare una pressione fiscale sui cittadini e questo non vogliamo assolutamente attuarlo». Insomma la Regione nel mese della potatura, marzo, ha già provveduto nel suo nuovo programma di mobilità a segare molti rami e alcuni vecchi tronchi che per anni hanno vegetato nel sistema del trasporto spesso sovrapponendosi e cagionando un sovraffollamento di mezzi e occupazionale che ha assorbito risorse importanti nel finanziamento dello stesso. Meno chilometri dando quindi i servizi minimi a tutti i Comuni e a tutte le categorie di lavoratiori e studenti che in tutte le ore del giorno hanno bisogno del servizio su gomma e ferro per recarsi nei luoghi di studio e di lavoro, meno finanziamenti sulla base del primo provvedimento e rivisitazione delle piante organiche delle imprese sebbene la Regione non abbia messo in atto e quindi previsto alcuna ricaduta negativa sul lavoro ricalcolando chilometri annui in rapporto a un diverso impiego degli autisti senza farlo pesare su quest’ultimi. Cinque milioni di euro il risparmio che se ne dovrebbe ricavare dal nuovo piano dei servizi minimi che verrebbe fuori sia dalle economie del trasporto pubblico che da quello extraurbano. Questi ultimi due costi insieme alla somma che le Ferrovie incassano con una partita di giro Stato Regione conteggiano un aggravio annuo di oltre 50 milioni di euro. La razionalizzazione della spesa viene imposta dal nuovo federalismo fiscale che attestandosi per il trasporto su somme standard avverte che chi va fuori da livelli finanziari accertati e stabiliti onorerà con risorse proprie servizi in eccesso e quindi fuori dalla programmazione concordata. Un traguardo quest’ultimo politico e amministrativo importante e necessario per i bilanci futuri e le relative Finanziarie che di rigore andrà a integrarsi nell’operazione di assegnazione dell’intero pacchetto del servizio pubblico a una nuova società. Un capitolo a parte meritano le Ferrovie dello Stato. Trenitalia ed Rfi le due società che reggono l’impianto ferroviario regionale sebbene ricevono soldi dallo Stato per mano della Regione hanno obblighi molto ben definiti verso quest’ultima. Che in sostanza potrebbe anche cancellare la convenzione o il contratto di servizio se venissero meno la qualità del trasporto entro i vincoli e gli obblighi concordati e sottoscritti.








